LA CGIL LOMBARDIA PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE NELL’INCHIESTA SULLE VICENDE GIUDIZIARIE IN LOMBARDIA

L’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Milano, che ha portato in Lombardia a 43 arresti e a 95 indagati fra
politici, imprenditori e funzionari pubblici con accuse di corruzione
e legami con la ‘ndrangheta nell’ambito di un sistema diffuso di
appalti truccati, conferma quanto sia necessario alzare la soglia
d’attenzione e il livello dell’impegno delle istituzioni e della
società sul tema della legalità e del contrasto alla criminalità
economica e mafiosa, che appaiono sempre più convergenti in Lombardia.
Anche da questa inchiesta emerge una continua distorsione delle regole
del mercato del lavoro, della trasparenza e della correttezza
nell’aggiudicazione degli appalti, a scapito di una corretta
concorrenza tra imprese rispettosa delle norme e dei diritti delle
lavoratrici e dei lavoratori. Anche in ragione dei fatti di questi
giorni, esprimiamo forte preoccupazione rispetto al progetto del
governo di modificare il Codice degli appalti, prevedendo l’utilizzo
sistematico del ricorso al massimo ribasso, con il rischio di
facilitare corruzione e infiltrazioni mafiose. Per la Cgil Lombardia
sono evidenti i riflessi negativi sulle condizioni di lavoro, sulla
sicurezza e sulla stessa libertà sindacale, in un contesto di
economia pervasa da illegalità e corruzione. Per queste ragioni, la
Cgil Lombardia si riserva di valutare, alla luce di quanto emergerà
dalle indagini in corso, la costituzione di parte civile
nell’eventuale processo.

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