Intervista a Susanna Camusso sulla manovra economica

Dopo le dichiarazioni molto critiche sulla manovra del governo che
sono state espresse dai gruppi dirigenti dei sindacati confederali già
prima di Natale, ieri il segretario generale Susanna Camusso è tornata
a parlare delle scelte del governo su Repubblica con una intervista a
cura di Luisa Grion. Ora il governo potrà dire “abbiamo fatto”, ma
nella realtà, reddito di cittadinanza e Quota 100 incideranno poco sui
due problemi che avrebbero dovuto affrontare: povertà e cancellazione
della legge Fornero. Ci siamo sui titoli, non sui contenuti e
l’impostazione di fondo mi sembra superata, conservatrice». Susanna
Camusso, leader della Cgil, premette che prima di dare il suo giudizio
definitivo sulle misure vuol aspettare il testo ufficiale, ma nella
bozza – precisa – ci sono incongruenze che «gridano vendetta».
Partiamo dal contrasto alla povertà «Ecco, già qui ci sono contraddizioni evidenti: un senza tetto ha un
assegno inferiore di chi ha una casa un mutuo o un affitto. Manca –
almeno da quanto si può vedere – qualsiasi riferimento alle misure di
inclusione, ovvero sostegno all’infanzia, formazione, tutela
sanitaria. servizi sociali».
L’assegno è previsto anche per gli stranieri, questa non è una mossa
inclusiva?, chiede Luisa Grion:
«La necessità di essere da dieci anni di residenti sul territorio
contrasta il testo unico sull’immigrazione che prevede 24 mesi e mi
sembra una mossa più punitiva che inclusiva, sia per gli stranieri che
per gli italiani che vogliono rientrare»
Era meglio tenersi il Rei, il sistema precedente?
«Il Rei era insufficiente, ma prevedeva l’attivazione dei servizi
sociali che vedo indeboliti e che invece sono fondamentali. Così il
reddito di cittadinanza non è una misura a contrasto della povertà.
Semmai è una manovra lavoristica»
E legare l’assegno alla ricerca di un lavoro sarebbe sbagliato?
«Non dovrebbe esserlo, un tutto si traduce nella distribuzione di
incentivi alle aziende che assumono lo diventa. Lo sì è già visto in
passato, questo tipo di intervento non funziona. Senza contare che c’è
un «baco» nel sistema. Si è messo in piedi un modello che fornisce
assegni di ricollocazione, ma il lavoro, prima di essere distribuito,
va creato e nelle iniziative di questo governo non vedo interventi che
vadano in questa direzione. Non si distribuisce un lavoro che non c’è.
Mancano gli investimenti, manca la politica industriale, manca un’idea
di futuro del Paese. E poi c’è lavoro e lavoro: non tutti fanno
emergere una famiglia dalla povertà. L’offerta congrua che un
cittadino dovrebbe accettare qui è misurata solo in termini di
chilometri e spostamenti. Non si parla di compensi e livelli
professionali. Il governo fa tirata di non sapere che esistono i
“workingpoor”».
Secondo lei aumenterà il lavoro nero?
«Di certo il sistema di controllo per evitare che ciò avvenga non è
sufficiente. Ci sono dichiarazioni di intenti, ma nulla è stato fatto
per mettere davvero in rete le informazioni che già si hanno. Per non
parlare della lotta al precariato, che vedo completamente assente. E
penso anche all’assunzione di 30 mila “navigator”: da un lato c’è
ancora il personale Anpal già formato da stabilizzare, dall’altro si
escludono le Regioni».
Perché ha definito l’ impostazione di fondo superata e conservatrice?
«È incredibile che nel def.’ Ili re le famiglie che avranno diritto
all’assegno si faccia ancora riferimento al matrimonio. Si vuol fare
politica sociale senza tener conto delle trasformazioni che le società
hanno già elaborato’.
Passiamo alle pensioni: Quota 100 dovrebbe essere buona cosa per chi,
come il sindacato, chiede da sempre una revisione della riforma
Fornero
«L’abrogazione della Fornero non c’è stata, questo è il punto. La
combinazione 62 più 38 è buona cosa per la ristretta platea che potrà
accedere al pensionamento anticipato: per lo più lavoratori con una
forte stabilità contributiva. Ma non si è tenuto conto dei giovani,
che a tale somma non potranno mai arrivare, del lavoratori del Sud che
hanno storie contributive più discontinuo, del lavoro precario e
spezzettato delle donne e tanto meno dei lavori gravosi. Per tutte
queste categorie resta la Fornero. Continua la politica dei molti
annunci, compreso l’impegno del Presidente Conte di discutere con i
sindacati,edei pochi fatti».
E’ d’accordo con chi considera queste misure pre-elettorali?
«La coincidenza delle date potrebbe farlo pensare»

Questa voce è stata pubblicata in CGIL. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *